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I VIAGGI MUSICALI DI MOUTH WATER

Con il progetto Mouth Water, il producer Lawrence Fancelli combina strumentazioni acustiche e composizioni musicali con synth sia analogici che digitali, miscelando electro-pop con richiami dance. Per anni Lawrence Fancelli ha lavorato in diversi studi di registrazione come ingegnere del suono, così come ha suonato in qualità di bassista in diverse band americane e italiane (Estenz, The Hellskulls, Hot Little Sister, Rumori Sospetti). Nel 2019 il suo omonimo album di debutto, uscito sull’etichetta discografica Through The Void (distribuzione Ditto Music), tornato nelle scorse settimane con nuovi remix e la preziosa aggiunta dell’inedito “House”. Lo abbiamo intervistato poco prima di un set nel suo quartier generale, l’Officina Sonora del Bigallo, che introduce nel migliore dei modi la sua chiacchierata con Press Beat.

 

Perché questo nome d’arte?
È un gioco di parole che faccio da anni con gli amici traducendo alla lettera modi di dire in italiano. In questo caso la traduzione inglese ha senso, ma con un significato diverso.

Come sei arrivato alla musica elettronica?
Da giovanissimo ascoltavo la dance anni ‘90, poi ho iniziato a scrivere e a programmare musica al computer utilizzando il midi: è stata una scelta dettata in parte anche della tecnologia che utilizzavo e dal fatto che producevo da solo, oltre che dalla passione per questo genere.

Quali differenze tra i club italiani e quelli statunitensi?
I club americani sono ben organizzati e meno sovraffollati, però c’è un’atmosfera diversa rispetto a quella dei locali italiani. Questo per quanto riguarda le mie esperienze oltreoceano alle quali posso fare riferimento, in particolare a New York e in Florida.

In che cosa ti senti più americano e in che cosa più italiano?
Nel cibo sono sicuramente più italiano, nel comportamento mi dicono che sono più americano, ma non so se un bene o un male (ride).

Che cosa non sopporti?
La burocrazia, certi discorsi, la trap.

La qualità che apprezzi di più nelle persone?
La fantasia, l’intuizione, la decisione e la velocità d’esecuzione.

Progetti futuri e in divenire?
Voglio collaborare con altri artisti e sto organizzando featuring con altri produttori, cantanti e musicisti per le mie prossime uscite. Punto anche ad espandere la mia etichetta discografica e il mio studio di registrazione.

Come vedi lo scenario dei live, dei festival e del clubbing quando si potrà finalmente ripartire?
Sono ottimista, ci vorrà tempo ma sicuramente ripartirà tutto, magari inizialmente con alcune limitazioni, ma ogni cosa sarà poi meglio di rpima. In alcuni stati americani sono già ripartiti da mesi, anche in Gran Bretagna qualcosa si muove…

Il tuo rapporto con i social network?
Li uso perché attualmente è il modo migliore per entrare in contatto con chi ascolta la tua musica. Se non fossi nel mondo della musica credo che non li userei proprio perché seguirli richiede un sacco di tempo e di energia. Il mio account facebook personale è completamente abbandonato, per dirne una.

Sempre a proposito di scenari futuri, come si evolveranno i set in streaming?
Credo che proseguiranno nonostante la ripartenza dei live. Ci si dovrà inventare qualcosa per renderli più accattivanti, per poter competere con l’interazione sociale che si ha a un concerto live e che ovviamente è molto più naturale e coinvolgente.

www.officinasonoradelbigallo 

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