Ora parla Khaled, che racconta i retroscena del format Real Talk

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La visione di Khaled, partner di Bosca in Real Talk? È riassunta in due parole: Real Talk, appunto. Un format vero, crudo, spiccio, ma soprattutto tutto “fuori dai denti e senza peli sulla lingua”. In un momento come questo dove anche in Italia il rap ha dilagato, “come d’altronde finalmente era giusto che fosse”, mutuato ed evoluto in nuove forme come il grime, la trap, il modern boom bap e chissà cos’altro in futuro, Khaled ci teneva a dar vita a una piattaforma che desse valore, importanza e attenzione a quello che lui stesso chiama l’origine di tutti i mali: “rimare pesante”. Ogni artista affronta fasi di vita e carriera differenti. Chi è all’inizio, chi nel bel mezzo e chi all’apice.


Come hai conosciuto Bosca?
“Erano i 90’s, gli anni della golden age e di Michael Jordan. Se non eri immerso nel’hip-hop R&B e non giocavi o almeno seguivi il basket NBA, la domanda era: che costa stavi facendo? Ora, dacci una Spalding, un Megablaster che pompa MC Eiht, Dogg Pound, UGK, Too $hort, DJ Quick e la possibilità che io o Bosca a fine serata si metta in play ‘Today Was A Good Day’ del cubo sono abbastanza alte”.
Come hai conosciuto Gianfranco Bortolotti?
“Più o meno un anno fa, Bosca mi disse di essere stato contattato da Gianfranco, interessato per un meeting con noi. Ora, per chi avesse vissuto sulla luna negli ultimi 30 anni, ovviamente non può capire il nostro entusiasmo nel vedere che una persona del suo calibro fosse interessata a stringere rapporti lavorativi con noi. In più, il fatto che a livello di rispetto reciproco e feeling ci siamo subito trovati sintonizzati, anche questo è un buon segno sulla future evoluzione della collaborazione”.
Come pensi sia possibile sviluppare il format?
“Per quanto mi riguarda, quello che si vede ora di Real Talk è solo una delle sfaccettature del programma che viene messa in luce. Stiamo ancora lavorando su altri sviluppi, ma non vogliamo spoilerare troppo”.
Come può Real Talk migliorare l’industria musicale in Italia?
“L’avvento della trap lo vedo con un occhio molto ottimista. È un segno che anche in Italia l’evoluzione del genere sta prendendo sempre più piede ottenendo una sua identità, riconosciuta anche dal grande pubblico. È proprio in queste situazioni che è necessario ribadire e rafforzare le radici dell’albero prima che diventi troppo alto e cada o che inconsapevolmente venga abbattuto. Con Real Talk l’obiettivo è mantenere la scuola del rimare rispettabile, viva e fresh. Come per qualsiasi genere musicale, il mercato dipende e dipenderà sempre dai giovani”.

Quanto sei legato all’hip-hop?
“Questa musica, che per me è sempre andata oltre la semplice definizione in quanto tale, ha sempre rappresentato una miscela di vibe, attitude, filisofia e mentalità molto affine alla mia persona, che mi ha accompagnato nella mi crescita e nell’affrontare la vita nel bello e cattivo tempo. Parlo del periodo dove la maggior parte degli artisti trattava di tematiche molto rilegate all’identità, emarginazione, anomale, e situazioni familiari e sociali nelle quali io e la mia gente ci rispecchiavamo al mille per cento. Se a tutto questo si aggiunge la componente musicale, il groove, visto nei suoi vari aspetti jazz, soul, funky e hardcore, che ha costituito la nostra life soundtrack, il pacchetto risulta più che completo. Non parliamo più di legame ma di vero e proprio richiamo incondizionato”.
Qual è il tuo ruolo all’interno di Real Talk?
“Da ideatore del programma, il mio ruolo o meglio interesse è quello di far sì che tutto succeda e funzioni al meglio. Proprio per questo sono presente in quasi ogni fase della produzione artistica esecutiva e della realizzazione delle puntate”.
Quali saranno I tuoi prossimi passi?
“Ora come ora abbiamo come obiettivo quello di portare Real Talk alle orecchie di un pubblico sempre più vasto. Ho la fortuna di avere Bosca come socio: è uno dei produttori più esperti in materia, al quale fanno riferimento produttori del calibro di Lgnd, Trapptony e altri nuovi a venire. Abbiamo Kuma, l’hypeman per eccellenza che trasuda good vibes a ripetizione, e gli Another Production dietro le cineprese, Nico Maffina agli scatti. Un grande team sempre all’opera”.


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