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PERCHÈ SANREMO È SANREMO! E VOI NON SIENTE UN C****

Non ci sono palchi di serie B. Blitz contro il Festival di Sanremo, "bloccati" gli studi Rai

Blitz lunedì sera presso gli studi Rai di corso Sempione a Milano firmato da “Lume“, il collettivo di studenti, musicisti e artisti che ha manifestato così, il proprio dissenso alla kermesse sanremese, che dovrebbe — il condizionale è d’obbligo —  svolgersi a inizio marzo.

Nonostante le difficoltà che il mondo dell’arte sta affrontando, da quasi un anno, a causa dell’emergenza covid, il festival conferma la presenza del pubblico.

Quindi! in un periodo in cui tutti i teatri — ad eccezione dell’Ariston di Sanremo — cinema, concerti, trasmissioni televisive, set cinematografici, il Carnevale di Venezia, e tutto il mondo della cultura e dell’arte, subiscono le conseguenze delle ristrettezze, causa COVID, il festival impone la dura realtà dello show di serie A e quello di serie B.

Amadeus, direttore artistico del Festival dichiara: “il festival di Sanremo senza pubblico, non si può fare.  Nessuno deve essere messo a rischio, ma dobbiamo lavorare per fare un Festival il più “normale” possibile”. 😡😡😡

L’idea di un Festival di Sanremo incredibilmente “normale” con tanto di pubblico, pare non sia andato a genio a molti, scatenando l’indignazione e le proteste di molti, come il Blitz  organizzato dal collettivo del  “Lume“, che ha esposto un lenzuolo con la scritta “Non ci sono palchi di serie B, Sanremo e profitto non sono covid free” e hanno poi affisso sulle vetrate d’ingresso dei cartelli con il marchio “Rejected“, “respinto“.

“Abbiamo deciso di bloccare simbolicamente le porte degli studi televisivi della Rai perché reputiamo inaccettabile, considerata la grave situazione in cui versa il mondo dell’arte e dello spettacolo, che si legittimi la narrazione per la quale esistono teatri di serie A e di serie B”, hanno spiegato da Lume in una nota. “Mentre governo e regione Lombardia si fronteggiano a colpa di numeri ed R(t), gli imprenditori e i negozianti invocano class-actions, la politica si è dimenticata della cultura: teatri, i musei, gli spazi musicali ed espositivi chiusi senza prospettiva, quasi 600.000 lavoratrici e lavoratori senza certezze e con pochissimi sussidi, soprattutto se paragonati alla media europea. Per mesi si è parlato dei banchi con le rotelle invece che organizzare un’istruzione in presenza ma sicura, quale è il modo migliore per distogliere lo sguardo dal terribile stato in cui versano i settori dell’arte e della cultura in Italia? Il Festival di Sanremo”, il loro j’accuse.

 

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