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PRESSBEAT INTERVISTA IL PERSONAGGIO PIU’ CHIACCHERATO DEL CLUBBING ITALIANO. SILENZIO! PARLA TITO PINTON.

Da New York, direzione Riccione, arrivando a Jesolo. Pressbeat intervista e racconta Tito Pinton.

Non esiste, e non potrebbe aver ragione di esistere, il mito di una leggenda, senza esser
amata, odiata, temuta e rispettata. Tito Pinton è tutto questo. Il mito che prende vita attraverso l’arroganza di un folle visionario, che ha saputo osare.
Se si vuole parlare di leggende, bisogna considerare l’ipotesi che esista una categoria di imprenditori determinata, capace di andare oltre, senza tener conto di critiche, invidie e di una fottuta dose di odio e di pura competizione.

Bisogna avere coraggio per confrontarsi con un personaggio che non teme il confronto e che nel proprio vocabolario non contemplata la parola ipocrisia.
Anche la redazione di Pressbeat, ama osare, confrontandosi in un b2b, con chi può imporre le proprie esperienze come regole di vita.

14 domande che raccontano il profile di un imprenditore, e la sua visione di club e di fare impresa, attraverso una lunga esperienza internazionale.

 

SILENZIO… ORA PARLA TITO PINTON!

 

Se ti dovvessi raccontare come persona e come imprenditore…chi è Tito Pinton?


Tito Pinton
nasce nel 1988 come promoter – per pura passione e divertimento – e da oltre 30 anni lavora e imprende nel settore clubbing.

Non solo clubbing ma anche grandi eventi, concerti , eventi per le amministrazioni cittadine, eventi corporate, eventi privati ed esclusivi, gestione e produzione per i nuovi progetti di innumerevoli aziende, organizzazione di tour nazionali ed internazionali, gestione di reti commerciali per la promozione e oggi mi sto concentrando, oltre le mie attività, su un progetto di crescita del turismo legato all’intrattenimento della Riviera Romagnola, in particolar modo su Riccione.

Tito Pinton è anche un normale papà di 2 bellissime bambine, Vittoria e Beatrice.

Come nasce la collaborazione con Cipriani?

Ho conosciuto meglio  Giuseppe nel periodo del suo progetto BOOM ad Ibiza, ma all’epoca non c’è stata l’occasione di collaborare, e poi…l’8 luglio del 2019 mi arriva un sms:

Tito sono Giuseppe, vieni a Ibiza che devo parlarti….ho preso l’ex Space Ibiza di NYC…vuoi farlo con me?

Da li è nata la nostra società. Ed è nato il progetto MUSICA CLUBS NYC e Riccione oggi.

In un periodo incerto come quello attuale e che rimarrà scolpito nella storia e nella memoria di tutti noi, tra gli imprenditori del divertimento notturno, il nome di Tito Pinton, spicca per una smisurata e insolita carica di ottimismo e attivismo. Da dove arriva tutta questa positività e voglia di fare?

Ho voglia di fare ciò che più di appassiona e diverte. Per me, è il mio lavoro –  che non è la discoteca –  ma è un mondo che io vivo con tutto me stesso.
Non mi sono laureato perché mia stupidaggine, ma ho sempre studiato e letto molto.
Analizzo la situazione del presente ma con un occhio al passato. La storia insegna e la storia mi dice che dopo un momento difficile ci può essere solo la rinascita, e se hai coraggio e buone idee…è proprio questo il tempo di metterle in pratica.

Di recente, qualcuno ti ha descritto come un personaggio diretto, che non si nasconde e che non le manda a dire. Uno che agisce e che fa! In un settore, dove l’invidia la tagli con un coltello, quanto fa incazzare un personaggio come Tito Pinton?

Non mi interessa cosa pensa chi non mi conosce. Se hai tempo per parlare di Tito Pinton, significa che non hai nulla da dire di te stesso.
Le persone a me vicine sanno chi sono e come sono fatto, ci sono almeno 50 persone che lavorano con me da oltre 20 anni.
A volte, non appaio simpatico perché dico sempre quello che penso. Ho un difetto! quello di non essere capace a fare bene i complimenti, a chi veramente se li merita.
Ci sto lavorando e cerco di migliorare…. Ma sono fatto cosi.

Di una cosa sono certo, nel mio lavoro, non ho mai fatto del male a nessuno.
Dell’invidia non so cosa dire. È un sentimento che non conosco.

Parlando di MUSICA, possiamo affermare che è un progetto che va  oltre la singola idea di club? Come nasce Musica e quali sono i progetti per il futuro?

MUSICA nasce per essere un club, un movimento, un pensiero, che deve avere la sua identità in ogni paese dove aprirà. Io ho imparato che quando un cliente frequenta per più volte  un locale, significa che si trova a suo agio e si sente protagonista.
Musica sarà una casa per i propri clienti, un posto a cui affezionarsi perché il cliente è al centro della nostra attenzione.

Tutto questo concetto però, sarà confezionato dal prodotto in generale, che dovrà obbligatoriamente essere il migliore possibile.

Musica New York. Si conferma come, il Club studiato per rispondere alle esigenze di una clientela Vip, raffinata ed esclusiva. Musica Riccione, sarà al pari di NY?

Assolutamente si, sono realtà completamente diverse ma l’impatto sul mercato sarà lo stesso.

Dal Club alla spiaggia. Per Musica Riccione è previsto anche l’hotel?

Per essere dei buoni imprenditori, in una località, dove sei considerato uno di fuori, hai l’obbligo di far capire quanto sei disposto a investire nella città che ti ospita.
Se credi in una località, vuol dire che devi amarla e devi dare il 100%.L’offerta di musica dovrà essere completa e in simbiosi con le altre attività per fare gioco di squadra. Un grande parco di divertimento è fatto da 100 attrazioni che in simbiosi creano la magia e il successo. Noi vogliamo il successo di Riccione.
Se Riccione grazie al lavoro di tutti, ritornerà super, significa che c’è business per tutti anche nel settore ricettivo.

Si dice, che le idee migliori non vengono dalla ragione, ma da una lucida, visionaria follia. Musica è un progetto ambizioso con una prospettiva internazionale, che non si  limita al semplice club, ampliando la propria visione anche al turismo.
Considerando il declino in cui versa da oltre un decennio la Riviera, Perché Riccione?

Stiamo lavorando ad un progetto veramente ambizioso.
E’ un progetto che nasce da un team di aziende che imprendono a Riccione.
E’ un progetto che l’amministrazione ci spinge a realizzare.

La cosa bella, è che la sensazione condivisa da quasi tutti oggi…è che la Riviera si gioca il futuro.
Parlo adesso della mia convinzione, che nasce da una visione assoluta, che Riccione e tutta Riviera possano tornare ad essere leader del settore TURISMO + INTRATTENIMENTO.

La riviera può fare 30 milioni di presenze in 6 mesi, da aprile a fine ottobre. E’ una località che ha più di 1500  hotel, 5 stazioni in 20 km, 3 aeroporti in 100 km, una grande autostrada che collega tutto il centro Italia.
Noi abbiamo acceso una miccia, che assieme agli altri investimenti che verranno, faranno esplodere una bomba turistica.
Lo decideranno gli imprenditori che però dovranno liberarsi di tutte le piccole divergenze, create da collaboratori insignificanti, che a volte, destabilizzano rapporti e progetti per inutili e insignificanti profitti personali.
Meno chiacchere e più lavoro e collaborazione.

Stagione 2020. Anche se limitata dall’emergenza sanitaria, Musica ha debuttato con una imponente line up, unendo anche la collaborazione di prestigiosi staff e brand come Amnesia Milano, Tenax, M2o e molti altri. Covid Permettendo, qualche anticipazione sul 2021?

Si replica e a breve. Usciremo con tutto il nostro programma …ma prima ci devono permettere di lavorare

Da New York, passando per Riccione, facciamo tappa a Jesolo. Parliamo di Muretto. Cosa hai previsto per il leggendario superclub?
Ci saranno cambiamenti, novità?

IL MURETTO è la mia vita! Con un socio “fraterno, come Marco Più” che mi ha accompagnato e sopportato da tanto tempo, abbiamo plasmato e formato una realtà che sembra fatta a nostra immagine e somiglianza.

Ci vuole un mese per descrivere cosa significa e cosa rappresenta IL MURETTO per il clubbing.
Ogni tanto leggo dei commenti di esperti del settore che giudicano il percorso imprenditoriale e l’offerta che Il Muretto propone.

Poi leggo l’età di chi fa certe considerazioni, e li, divento l’odiato Tito Pinton perché non accetto un giudizio sul MURETTO, da chi non conosce tutta l’evoluzione artistica e di comunicazione di club culture, come il nostro, che va dal 1998 al 2021.

Solo chi capisce e conosce può parlare. Gli altri, che siano agenti illustri, pr di grido (ho fatto n°4 tavoli stasera) dj repressi devono passare ad altro.

Dico questo perché; IL MURETTO se potrà aprire, offrirà il massimo del mercato come ha sempre fatto per natura.

IL MURETTO non è uno scatolone dove si esibiscono i dj da 50/60/70 mila euro.
IL MURETTO è un credo, una casa per migliaia di amanti del clubbing.

Parlando di prospettive; è di pochi giorni fa, la notizia che la Berlin Commission dichiara un ritorno alla normalità entro i prossimi 2 anni. Cosa prevedi per l’Italia?

Il problema esiste e in modo serio.
Ho 48 anni  – e la storia mi insegna – che la natura non si comanda, ma si asseconda.
Studiando si impara a conoscerla e a viverla.

Credo che fermando la vita non si risolva il problema, ma lo si eviti senza trovare il modo per viverlo.
Se avessero comunicato in modo chiaro e semplice, ed educando attraverso i media, la pandemia avrebbe avuto un impatto diverso.
Chi ha diretto e deciso la strategia per il governo non ha nemmeno la pallida idea di come si comunica e come si gestiscono i flussi di migliaia di persone, figuriamoci di 60 milioni.
Parlo dal mio punto di vista imprenditoriale nightlife.

E mi domando:

  • quali sono le attività o gli eventi dove si può avere la tracciabilità di tutti gli avventori?
  • Lo stesso ragionamento per la misurazione della temperatura dei clienti.
  • In quale posto di aggregazione o di assembramento ci sono decine di addetti che ti invitano a tenere la distanza e portare la mascherina?
  • In quale attività ricettive e di somministrazione, i bagni sono custoditi e puliti più volte in una giornata o serata di lavoro?
  • In quale attività gli avventori, sono controllati e controllabili, senza il dispiego di migliaia di agenti di sicurezza pubblica?

Poi, mi domando …un cliente esce di casa e prima di andare a contagiare tutti in discoteca,  si trova con gli amici, va a bere qualcosa in un bar, poi al ristorante, si trova con il resto della compagnia e poi in 4 per macchina, tutti senza mascherina, si va a ballare.
Una volta entrato, il cliente passerà tutta la sera vicino agli amici con cui ha bevuto, cenato e condiviso il mezzo di trasporto.

Rimarrà con le stesse persone, nel 95% dei casi possibili, e quando incontrerà qualcuno di sconosciuto, ci sono due possibilità: o diventa immediatamente un congiunto o il tempo che trascorrerà con la sfortunata vittima, non sarà superiore ai 10 secondi. Il tempo di passarci vicino.
Chi ha preso certe decisioni, lo ha fatto, perché siamo i più vulnerabili e perché non conosce tutte le realtà imprenditoriali – ma solamente – quelle per sentito dire.

Dobbiamo trovare il modo di convivere con il problema, attraverso un protocollo, redatto con la nostra collaborazione e con delle regole chiare.

VISIONA L’ALLEGATO DEL PROTOCOLLO COVID, IN ANTEPRIMA PER PRESSBEAT

In una recente intervista, hai delineato l’immagine dei club e delle discoteche come un comparto disorganizzato, confuso e poco professionale. In poche parole, un settore poco credibile, fatto di persone invidiose e incapaci anche di farsi rispettare dalle Istituzioni. Colpa degli imprenditori? O in Italia, manca una figura in grado di rappresentare la categoria?

Ci sono tante brave persone e con alcune di queste condivido la creazione di un gruppo di lavoro che è presieduto da Juni Vitali del K Future Festival e anche da un dj, quindi non solo club, Claudio Coccoluto.

Il Silb è una struttura importante , la mia critica non è verso il sindacato, ma è rivolta al direttivo. Ci vuole coraggio nell’offrire la propria esperienza per guidare nuove energie a disposizione della struttura.

Il presidente può anche non mollare la posizione che tanto ama, ma deve essere intelligente, cavalcando le forze dei suoi iscritti e trasformando le critiche in consigli fondamentali. Fare il rappresentate di categoria è un lavoro, e se vuoi farlo bene, devi essere il riferimento per tutti e non temere di perdere il posto.

Parlando ancora del Club e delle attuali iniziative imprenditoriali Made in Italy. Molti tuoi colleghi, per contestare l’attuale piano di governo, hanno dato vita sui social, ad un nuovo flash mob, proclamando la presunta data di morte e il conseguente funerale del loro locale. Cosa ne pensi?

Ogni iniziativa fatta col cuore e con passione va bene.

Nella logica dei numeri, calcolando gli attuali fee degli artisti, e dovendo considerare anche l’incertezza dettata dalla crisi Corona, il club o discoteca che sia, è ancora un buon investimento? E soprattutto! E’ follia o lungimiranza farlo ora?

E’ passione e amore!

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PRESSBEAT

PRESSBEAT - Free Kulture Magazine. Storico marchio del gruppo GAARAGE, nato nel 2004 come negozio di dischi e, come per il marchio FABRIC LIVE, muta la propria identità, divenendo WEB MAGAZINE. Con lo stesso concept iniziale, anche se con differenti modalità, PRESSBEAT nasce per #RACCONTARE e #CONDIVIDERE tutte le sfumature del BEAT, dalle più celebri label, dj's e produttori...

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