Nel periodo più down dell’intero pianeta, che ha riscritto la storia di tutti noi, a causa di un inaspettato COVID19, la redazione di Pressbeat non si è fermata, e ha continuato a raccontare gli effetti di questo disastroso lockdown, vissuto anche da parte di artisti, club, e tutto il mondo dell’entertainment, con articoli e interviste.

Tra i vari nomi contattati, abbiamo avuto il piacere di ospitare l’intervista di una giovane promessa della scena techno internazionale.
Pressbeat intervista Ingrid, la nuova regina della scena techno Made in Italy.

Classe 1991. nasce ad Asiago, in una piccola città nel nord Italia.
INGRID non è solo una DJ, ma anche una producer.
Si definisce una “cercatrice di suoni” e il suo genere musicale si distingue da suoni techno, melodici e acidi.

Dal suo esordio, INGRID è stata ospitata in differenti locali e feste in Italia e in Europa come: Unusual Suspects – Sankeys IbizaOTO – Ipse BerlinInside Festival con Ellen Allien – BucarestAlterego – VeronaSonar Off – Barcellona e molti altri.

Dopo aver pubblicato brani per diverse etichette discografiche italiane e straniere, nel 2019 ha fondato la sua etichetta ØPress Recordings con Waveshape.


Come è nata la tua passione per il djing?

La mia passione per il djing è nata fin da quando ero piccola.
Ho sempre ascoltato musica sin dalla tenera età, poi a 14 anni, decisi che dovevo diventare una cosa unica con essa, e quindi ho iniziato ad appassionarmi hai giradischi e collezionare i primi vinili, approcciandomi al mixing con i miei adorati technics, e da li è partito tutto .

Qual’è il club dove hai provato un’emozione diversa da tutti gli altri locali?
Diciamo che nel corso degli anni, ho potuto vedere le varie realtà dei club /discoteche e festival. Tutti i posti dove sono stata mi hanno lasciato qualcosa, come emozioni ed esperienze forti.
Recentemente però, ho avuto il piacere di suonare ad un festival in Colombia vicino a Medellin, e i ragazzi/e colombiane sono carichissimi! Li ho provato una carica magica, pazzesca, quasi mistica! Spero di poter rivivere presto quella stessa carica

Parlaci del tuo sogno nel cassetto
Di sogni nel cassetto ne abbiamo un pò tutti, però il mio è di poter crescere ancora di più musicalmente parlando, con altre esperienze.
Perché ogni esperienza ti insegna qualcosa, ed è quello il bello.
Perché non si ha mai finito di imparare.

Quale sarebbe l’evento da DJ, in cui sogni vederci scritto il tuo nome?
mmm …. Ardua come scelta! Ci sono molti posti dove mi piacerebbe partecipare come dj! Però uno in particolare, dove ad oggi, posso aver condiviso il retroscena con altri dj internazionali, non ne ho avuto ancora occasione.
Sarebbe l’ Awakenings ad Amsterdam! Uno degli eventi, a mio parere, meglio organizzato in europa!

Che musica ascoltavi da Teenager? E’ adesso?
Da teenager ascoltavo molti dischi – un po di tutto – dalla dance, elettronica, trance  ecc.. Mi piaceva collezionare dischi “old school“, di vario genere, per capirne anche le dinamiche di ogni disco e vederne in me l’emozione che generava.
Tuttora mi piace collezionarli, e mi piace ascoltare nei momenti liberi le varie sonorità, per prendere spunto e ispirazione, anche per eventuali produzioni.
Infatti, quando giro per il mondo, cerco sempre di ritagliarmi un po di tempo per andare nei negozi, e comprare qualche disco da portare a casa!

Come ti sei avvicinata alla musica elettronica?
Alla musica elettronica mi sono avvicinata, penso gradualmente, ascoltando un pò di
tutto, finché ho capito che le sonorità che mi piacevano di più erano quelle dell‘elettronica in generale .

Come stai affrontando questo Lockdown?
Questo lockdown ha spaventato un pò tutti, anche perché il mondo della nightlife è davvero vasto e coinvolge moltissime persone.
Purtroppo è una cosa che nessuno di noi si poteva aspettare ed è arrivata come una “doccia fredda”, anche perché sono stati annullati e rinviati tantissimi eventi!

La prima cosa che farai appena si tornerà alla normalità?
La prima cosa che farò, quando si potrà tornare alla normalità – assolutamente –  spero
di potervi fare ballare di nuovo ad un’evento, e divertirci tutti assieme!

I tuoi obiettivi per il 2020?
I miei obiettivi per questo 2020, data la situazione attuale, oltre a poter tornare in pista, sono quelli di portare avanti il mio progetto di produzione, con un EP appena terminato, contenente 2 mie Original mix, più il remix di un’artista ed amico interazionale, molto stimato e conosciuto.
Vedrete. A breve, scoprirete di chi si tratta!.

Un’altro obiettivo è quello di far crescere ancora la mia label ØPRESS RECORDINGS, insieme al mio socio Waveshape, e riuscire a fare un Album dove concentrerò tutte le mie sensazioni in musica.

Che effetto fa condividere la consolle con DJ internazionali?
In questi ultimi anni, poter condividere la console, con artisti internazionali è stato emozionante. È sempre speciale! Perché oltre l’emozione, gli artisti, possono socializzare e interagire con nuove collaborazioni.
Ogni artista è diverso, e può condividere oltre le sensazioni, anche esperienze di vita e di musica.

Come descriveresti la tua musica?
La mia musica la descriverei un viaggio mentale e sensoriale.
Dipende da chi ascolta. Ognuno di noi, la interpreta a suo modo.
Mi piace vedere la gente assorta nel proprio “io”, senza preoccuparsi di cosa o di chi li circonda.

Qual’è stata la tua giornata tipo durante il Lockdown?
La mia giornata “tipo” durante questo Lockdown…sicuramente è stata segnata da un bel sorriso e una mega tazza di caffè!
Mettermi al lavoro sulle mie produzioni, fare delle belle camminate (adesso che si può!) in mezzo alla natura, per riossigenare le idee e l’anima.
Ho anche fatto dei livestream, per tutti coloro che volessero ascoltarmi, con lo scopo di allietare questo periodo e sentirci tutti un pò più uniti.

Che cosa ricorderai di questo periodo?
Di questo periodo, ricorderò le lunghe giornate trascorse nel mio studio, ricorderò il “non contatto “ e l’isolamento a cui non ero abituata!
Sicuramente ricorderò questo momento anche come un’opportunità dove poter crescere,
e canalizzare tutte le energie positive nella mia musica e nella produzione.

Che cosa si prova a suonare senza pubblico?
Suonare senza pubblico l’ho provato durante le mie “Live” in mezzo alla natura ed è stata un’esperienza molto intensa perché comunque sei circondato da questo “MURO” di sensazioni, date sia dall’ambiente che mi circondava, sia dalla musica che mettevo, e quindi si creava una specie di magia interiore, anch’essa piena di emozioni e vibrazioni positive da poter trasmettere a chi poi mi guardava da casa.

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