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Pressbeat intervista Jürgen Degener, in occasione dell’uscita del nuovo singolo “Spandau” su Second State

In occasione della pubblicazione del  nuovo singolo ‘Spandau‘ su Second State, la redazione di Pressbeat ha intervistato il dj producer Jürgen Degener.

Artista romano di origine tedesca, Jürgen racconta il suo lungo percorso, che prende vita nel piccolo ripostiglio di casa sua, dove inizia a elabora la sua prima filosofia musicale, fino ad arrivare al suo primo esordio, in una delle discoteche più belle di Roma, “lEx Dogana

Singolo prodotto durante la quarantena, ‘Spandau‘ debutta sulla prestigiosa label Second State dei Pan Pot, all’interno della compilation SUM 9. Progetto esclusivo, che racchiude 11 tracce techno – di giovani talenti –  provenienti da ogni parte del mondo.

D: Come e dove è nato il progetto Jurgen degener ?

R: Il progetto è nato in maniera molto ludica che si è tramutata in serietà.
Era una primavera di 3 anni fa e alcuni amici organizzarono una festa privata dove venni invitato a esibirmi, in quanto appassionato da anni di musica elettronica e nello specifico minimal e techno.
La festa fu un successo e molti mi chiesero se gia mi esibivo in qualche locale. Immaginate la mia faccia ero incredulo a tutto ciò. E già dopo quella serata mi cominciavo a domandare se la mia ormai decennale passione non la potessi tramutare in altro.

Sempre quel periodo lavoravo in una delle discoteche più belle e migliori di Roma, “lEx Dogana“, come barman insieme ai miei due futuri soci Lorenzo Brasiliano e Fabrizio Di Mari, e giunti al mio trentesimo compleanno, claudicante per un’ormai imminente operazione alla schiena, mi esibii all’Ex Dogana. E anche li la serata andò benissimo con tantissima gente. Con i miei poi due futuri soci decidemmo di unirci e formare l’attuale organizzazione di eventi e collettivo di dj/producer, “Träumers“. Quindi grazie al sostegno continuo dei miei soci Lorenzo e Fabrizio, di Prisca Agnes che mi ha sempre supportato in maniera pragmatica per buona parte della mia carriera, al mio manager Helmar Teti con il suo management e alla proprietà dell’Ex Dogana che hanno creduto in me, se è nato e continua questo progetto.

D: Per il futuro che progetti hai ?

R: Sicuramente di tornare a esibirmi appena possibile dopo aver superato questo periodo terribile a livello mondiale. Poi nel dare continuità alle mie uscite discografiche cercando di affermami sempre di più e per finire a esibirmi in un festival.

D: Qual’è il locale che ti ha trasmesso qualcosa di unico mentre svolgevi un tuo live ?

R: Sicuramente non scorderò mai la mia prima performance all’Ex Dogana. Era il 2 gennaio 2018 mi arrivò la chiamata dei miei soci, che gli serviva un dj il 5 gennaio per un format chiamato “Berlin calling” in chiusura dalle 3 fino alle 6.30 di mattina. Io ovviamente accettai, ero felicissimo ma si instaurò gia dell’ansia a una mia apparizione di fronte a tante persone (fino ad allora mi esibii massimo davanti a trecento persone, qui si parlava dalle mille alle duemila).
Arriva il giorno dell’evento, si parla di quasi sold out, entrai a testa bassa, l’ansia salì tantissimo, ma già era presenta da quella fatidica chiamata, fino a quando, iniziata la mia esibizione, dopo qualche minuto alzo lo sguardo e vidi una distesa di gente completamente fomentata e soddisfatta. Da lì in poi è stato amore a prima vista e le cose andarono alla grande. con molta gente che rimase fino a chiusura. Io ero felicissimo e allo stesso tempo completamente distrutto dalla stanchezza per quanta adrenalina avevo avuto.

D: Da chi hai preso ispirazione nel tuo approccio alla Techno ?

R: Beh diciamo che dei big le mie fonti di ispirazioni sono Richie Hawtin, Pan Pot, Len Faki, Liebing, ModeSekektor, Apparat, John Digweed, Spada e potrei continuare all’infinito perché da ognuno si impara sempre qualcosa, ma non per questo anche dj emergenti come Federico Sferra, Don Weber, Sisko Elektrofanatik, Siobahn, I Am Bam, SDBX e anche qui potrei non finire, mi hanno ispirato e continuano a essere una fonte di ispirazione.

D: Parlaci della Nuova uscita in Second State ?

R: Che dire. Una soddisfazione unica. Anche se su un various artist per me è un risultato unico. Non l’avrei mai detto, una traccia che ho prodotto durante la quarantena, periodo per me cruciale nella produzione, e chiamandola con il nome di un distretto di Berlino, ‘Spandau‘.
Non vedo l’ora che esca e di poterla far riapprezzare alla gente in pista.
Per questo ringrazio tantissimo Maximilian il label e artist manager di Second State, i Pan Pot e Endrew produttore italiano che vive a Berlino, che hanno permesso tutto ciò.

JÜRGEN DEGENER / BIO

Jürgen Degener, originario di Stoccarda, cresce a Roma nel famoso quartiere popolare di San Giovanni. Proprio là, in un piccolo ripostiglio di casa sua, elabora una sua prima filosofia musicale volta alla ricerca e alla rielaborazione di melodie e suoni.
Il suo percorso di crescita musicale come DJ, reso in un primo momento incostante dalle contingenze della propria vita, trova una sua definitiva personalizzazione con la scoperta della musica elettronica, in tutte le sue derivazioni artistiche.
L’esplorazione di un questo nuovo mondo aumenta in maniera esponenziale la sua curiosità verso la cultura techno, tech house e minimal. Fedele alle sue radici e sempre più influenzato dalla musica elettronica underground berlinese, Jürgen sviluppa un interesse quasi ossessivo verso la “techno sound” con la ricerca di unicità melodiche, qualità sonora e la loro successiva rielaborazione e riproposizione.

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PRESSBEAT - Free Kulture Magazine. Storico marchio del gruppo GAARAGE, nato nel 2004 come negozio di dischi e, come per il marchio FABRIC LIVE, muta la propria identità, divenendo WEB MAGAZINE. Con lo stesso concept iniziale, anche se con differenti modalità, PRESSBEAT nasce per #RACCONTARE e #CONDIVIDERE tutte le sfumature del BEAT, dalle più celebri label, dj's e produttori...

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